Buoni risultati per il mercato immobiliare italiano, che continua la sua crescita oramai dal 2014. Lo conferma la Nota dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare relativa al primo trimestre del 2018, emessa dall’Agenzia delle Entrate nel mese di giugno.
Tra gennaio e marzo 2018 sono state 127.277 le compravendite concluse, con una crescita pari al +4,3% rispetto al medesimo trimestre dello scorso anno. E la notizia positiva è che con questi dati, ma soprattutto grazie alla crescita che prosegue da circa quattro anni, il mercato immobiliare italiano ha riassorbito quasi totalmente le forti perdite subite nel 2012.
Le compravendite di immobili residenziali nel complesso aumentano, anche se la crescita non risulta omogenea in tutte le zone d’Italia: anzi, dai dati emerge una vera e propria inversione di tendenza, secondo cui si comprano più abitazioni nei centri medio-piccoli, mentre rallenta la crescita nelle grandi città.
Vediamo quali sono le evidenze più interessanti.
Più compravendite nei centri medio-piccoli, meno nelle grandi città
Se in generale tutte le aree risultano in crescita dal punto di vista degli immobili venduti, bisogna considerare le differenze che vi sono tra le diverse macro-zone del Paese. Le Isole registrano i risultati migliori: è del 6% la crescita rispetto allo stesso periodo del 2017, seguono il Nord Est e il Sud, che crescono rispettivamente del 5,8% e del 5,5%. Valori leggermente più bassi per il Nord Ovest (+3,6%) e per il Centro, in coda con un aumento delle compravendite pari al 2,5% rispetto al primo trimestre dello scorso anno.
Dalla Nota OMI emerge un altro dato interessante: si vendono sempre più case nei centri urbani più piccoli e meno nelle grandi città italiane. È a Nord Est che la discrepanza diventa particolarmente importante: la vendita di immobili nei capoluoghi è addirittura in rosso (-0,7%), mentre nelle città non capoluogo registra una crescita del 5,6% rispetto al primo trimestre del 2017.
La situazione non è molto diversa nel resto d’Italia, anche se le differenze si riducono. L’unica eccezione sul territorio nazionale è rappresentata dal Centro: qui le vendite di immobili nelle città capoluogo continuano a essere superiori rispetto a quelle nei comuni minori, con una crescita del 7,6% delle prime contro il 4,7% delle seconde.
Tirando le somme, la media nazionale di crescita delle compravendite immobiliari è pari al 4,7% nelle città non capoluogo, mentre arriva appena all’1,2% nelle grandi città.
Fra le grandi città solo Napoli brilla per le vendite
Le otto maggiori città italiane registrano un aumento delle compravendite di immobili pari allo +0,7%, mentre nell’ultimo trimestre del 2017 la crescita era stata del +3,4%. In questo scenario fanno eccezione Firenze (-1,1%), Roma (-1,9%), Bologna (-2,7%) e Genova (-3,0%), i cui risultati, confrontati con quelli perseguiti durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, mostrano un peggioramento.
Unica eccezione è Napoli: il capoluogo campano registra una crescita di 11,8 punti percentuali nell’ambito delle compravendite di abitazioni, risultato che va ben al di sopra della media nazionale.
Quanto è grande la casa degli italiani?
Altro focus della nota OMI riguarda l’ampiezza degli immobili compravenduti nel periodo di riferimento. In totale, nel primo trimestre del 2018 sono stati scambiati 13,4 milioni di metri quadrati, facendo registrare una crescita del 4,4% di superficie rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sotto questo punto di vista, dal rapporto non emergono differenze significative tra le diverse zone d’Italia.
Mediamente, la casa preferita dagli italiani ha una dimensione di circa 105 metri quadrati, anche se, andando nel dettaglio, oggetto di gran parte delle compravendite sono stati gli immobili con superficie compresa tra 50 e 85 metri quadrati (il 31,3%). Seguono le abitazioni di taglio leggermente più grande: nel periodo considerato, sono state il 27,5% le case di dimensioni comprese tra gli 85 e i 115 metri quadri a essere scambiate.
Vendite più ridotte, per le classi di immobili diverse: oltre la metà del mercato è rappresentate da immobili di dimensioni medio-grandi, comprese tra i 50 e i 115 metri quadrati. In tutta Italia, i risultati peggiori si registrano nella fascia di immobili di dimensioni inferiori ai 50 metri quadrati: a livello nazionale hanno rappresentato solamente il 9,2% degli scambi.